Quanto aggiornare il software gestionale migliora la continuità operativa

Per chi teme di compromettere la continuità operativa aggiornando il gestionale aziendale. Per chi ha paura che, innovando processi e funzionalità, perderà la customizzazione dei propri applicativi. Per chi, infine, teme le lungaggini e le spese eccessive che a volte accompagnano simili operazioni.

Per tutti loro, e anche per gli altri, c’è una buona notizia: un aggiornamento del gestionale non mette a rischio ma, anzi, migliora la continuità operativa! E ciò vale sia durante l’intervento di upgrade sia, soprattutto, dopo.

Nel primo caso, infatti, si possono modificare anche radicalmente le impostazioni e il setting della propria infrastruttura di gestione senza smettere di lavorare. Nel secondo, un intervento oculato avrà effetti proprio sulla business continuity. Come? Per esempio:

  • velocizzando l’esecuzione dei processi chiave;
  • favorendo un interscambio più fluido tra gli applicativi;
  • attivando strategie di gestione del rischio in caso di downtime o altri imprevisti (se ne parlava in un recente post à link a post precedente).

 

Continuità operativa: i rischi reali

L’attenzione al tema della continuità operativa è comune a molti clienti C.A.T.A. Comprensibilmente. Tra le priorità di chi gestisce un business, in effetti, aggiornamento e innovazione si trovano di solito un gradino sotto efficienza e produttività. In altre parole, la necessità di aggiornarsi e competere sull’innovazione non vale il prezzo di ritardi, overspending e rallentamenti delle attività.

È un altro dei motivi per cui un processo di aggiornamento gestionale andrebbe sempre affrontato con metodo e una strategia precisa in mente. E tra i compiti cruciali dei consulenti C.A.T.A. c’è proprio questo. Il nostro team, infatti, una volta definito il problema e le sue soluzioni software attua una sorta di “riduzione del danno”. In altre parole, una strategia mediante la quale ingegnerizzare i nuovi processi senza interrompere quelli in corso.

C.A.T.A. opera ormai da anni al fianco di aziende piccole, medie e grandi, ed ha sviluppato un know-how prezioso. È un bagaglio di esperienze che serve sia a evitare incidenti di percorso in fase di implementazione, sia soprattutto a identificare le soluzioni più performanti per l’azienda cliente.

Perché è vero che la business continuity è tema reale e importante: secondo arcinote statistiche buona parte degli interventi di manutenzione/aggiornamento di un ERP sforano tempistiche e budget previsti, e nei casi più sfortunati non producono gli effetti sperati. L’ERP Report 2021 del Panorama Consulting Group trovava per esempio che:

  • nel 50% dei casi, l’overspending risultava dall’acquisto di tecnologie aggiuntive a quelle in programma;
  • i ritardi nell’implementazione erano prodotti in buona parte da problemi organizzativi (26,7%) o aggiornamenti del progetto in corso d’opera (20%);
  • circa il 21% degli interpellati era infine poco o affatto soddisfatto del gestionale aggiornato.

Dai dati si può facilmente concludere che un upgrade va fatto con cura, e con un’idea chiara dell’obiettivo. C’è da capire, insomma, come e dove intervenire per “svecchiare” il proprio sistema gestionale. Il rischio altrimenti è non solo perdere tempo e dati preziosi durante l’intervento, ma anche creare patchwork di applicativi poco funzionali.

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Partnership strategiche per preservare la continuità operativa

L’approccio C.A.T.A., da questo punto di vista, comporta una partnership stretta con i referenti interni dell’azienda. Sono loro quelli che poi dovranno operare con il nuovo sistema, e loro quelli che conoscono i problemi da risolvere e i processi chiave da salvaguardare.

Già con un buon coordinamento a questo livello si può così preservare la continuità operativa attuale, e lavorare per migliorarla. Il resto arriva con la definizione di una roadmap precisa, decisa in accordo con le esigenze concrete dell’azienda. Più che un approccio big-bang la preferenza va a soluzioni graduali, e a interventi programmati nei momenti di minore impatto e massima resa.

Minimizzare interruzioni delle attività in fase di implementazione è parte del discorso. L’altra, più importante, è poi: quale implementazione attuare? Quali interventi eseguire, e come aggiornare il sistema gestionale?

L’esperienza di un partner di progetto è anche in questo caso cruciale: serve infatti per valutare con cognizione di causa le modifiche più idonee al caso di specie. Perché, più che adeguarsi alla moda IT del momento, l’aggiornamento deve facilitare il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’azienda e corrispondere al suo modello di business.

Consigliare a dovere gli interventi più validi da eseguire è compito di ogni partner che si rispetti, e a C.A.T.A. lo abbiamo ben presente. Ora che buzzwords come A.I., machine learning et similia influenzano decisioni e scelte strategiche, è bene capire quale valore aggiunto possono portare e, nel caso, come implementarle. Anche questo è un tema di continuità operativa, perché le soluzioni Frankenstein produrranno poi colli di bottiglia e data flow inefficaci.

Se, insomma, aggiornare un sistema gestionale mantenendo continuità operativa può non essere facilissimo, il nostro team può farlo con buoni risultati. Questo grazie a un ampio ventaglio di offerte software, tra cui i prodotti TeamSystem di cui siamo system integrator certificati.

E grazie, soprattutto, a un approccio all’aggiornamento mirato a garantire continuità nell’innovazione.

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